Hai un problema: vuoi cambiare vita?

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By Federico / maggio 12, 2018

Un giorno di metà giugno mi chiama l’AD del Gruppo Fondiaria per parlarmi. Fino ad allora aveva licenziato circa 300 dirigenti (era un grande gruppo) in 3 anni. Non sapevo perché, ma sapevo che era giunta la mia ora. Salgo all’ultimo piano e mi trovo di fronte, in piedi, il plotone di esecuzione al completo: AD, Presidente, Direttore Amministrativo e Direttore del Personale. L’AD mi tende la mano: “l’ho chiamata per dirle che siamo contenti di lei” e mi porge la busta con una gratifica, “da domani entra nel comitato esecutivo per l’innovazione. Cosa le serve per gestire questa nuova fase?” Mi prende un groppo alla gola. Balbetto un grazie e chiedo di riavere un collaboratore che mi era stato tolto. L’AD alza il telefono e ordina di mandarmi subito la persona che mi serve. Sempre tutti in piedi, saluto e me ne vado. Ero al limite. Speravo quasi nel peggio. Avevo 45 anni, non avevo il coraggio, ma volevo cambiare vita.

Pensai tirando un sospiro di sollievo “è andata bene!… o male…?” Mi rituffo nella sfida e risolvo un problema legato al Millennium Bug: con pochi milioni di lire la “mia” compagnia emette polizze auto via intranet per una grande banca. Il comitato è incredulo, qualcuno che “sapeva tutto lui” si era esposto con cifre 20 volte più elevate. Dov’è il trucco? Non lo sapevano, ma il sistema era stato testato con una piccola banca e funzionava alla grande. Si scatenano invidie, sospetti, complotti, delatori. Mi lascio travolgere, mi mancano le forze per reagire: “pensate quello che volete”. A metà settembre del 2001, pochi giorni dopo le torri gemelle, mi licenziano in tronco. Non saprò mai il motivo, “se vuoi saperlo devi venire in tribunale…” . NO GRAZIE, era quello che mi serviva per cambiare vita.

Scelgo la libera professione. In due anni ringiovanisco di 20 anni, recupero l’autostimainvento coseinsegno alle università, scrivo librifinisco sui giornali. È andata bene, ma che fatica! Da solo, sbagliando, non avrei mai deciso. Ippocrate (460 – 377 a.C.), diceva: “nell’esistenza umana sono presenti sette tempi che chiamiamo “età”: lattante, bambino, adolescente, giovane, adulto, uomo maturo, anziano… dopo l’adolescenza (14-21 anni) giunge lo zenit (solare) della vita, i tre settenni della piena forza vitale e dei desideri d’espansione (21-42 anni). Il regno del malvagio Marte genera un improvviso mutamento e conduce alle lotte, le amarezze e le disillusioni di cui è ricca l’età adulta (42-49 anni). Poi, sotto lo scettro di Giove, si presenta ancora una volta un picco della vita, la maturità propriamente detta, la quale, saggia e serena, contempla le gioie e le sofferenze dell’esistenza, sempre contribuendovi con gaiezza (49-56 anni). Oggi non è più tutto così, chiaro, si esce dall’adolescenza a 30 anni (Erickson) e si campa fino a 100.

Come gestire questi cambiamenti? Per evitare di “andare dove vi porta il cuore” e rischiare che qualcuno vi debba “venire a prendere con il cervello”, scrivete su un pezzo di carta (meglio a mano) quello che volete fare in modo dettagliato: date, azioni, obiettivi, costi. Appendetelo a una parete in modo che sia pubblico. Dormiteci sopra una o due notti, non di più. Rileggete il tutto in solitudine. Se vi viene da ridere, lasciate perdere, vi serve ancora un’accordatura, se invece “suona bene” allora è giunto il momento di cominciare.

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